A parlare sono i Punkreas: chiacchiere da (Home **ck) Bar con la band milanese tra novità discografiche, musica e attualità

Intervista del 14 settembre 2018

Nei dieci anni di vita di Home **ck Bar sono passati a suonare artisti che hanno fatto la storia della musica italiana (e non), e di conseguenza del locale. A questa lista si sono aggiunti, il 14 settembre, i Punkreas. Una riapertura del Bar per i dieci anni che ha coinciso con i trenta di attività della band milanese. Una festa all’insegna della “rock attitude” che ha sempre contraddistinto sia Home che il gruppo. Due realtà che nonostante il passare degli anni hanno sempre saputo rinnovarsi, mantenendo però la propria identità. Di questo, del loro ultimo progetto, della situazione politica attuale e di molto altro ancora ho discusso con Noyse e Paletta.

Tratto da una storia (instagram) vera

  • HRB: Partiamo con il vostro ultimo progetto, inequilibrio: in un periodo storico in cui la fruizione di musica è sempre più rapida e superficiale (soprattutto i più giovani dopo un paio di tracce si stufano) avete deciso di andare “controcorrente”, uscendo con un “concept-EP”. Per quale motivo? 
  • Noyse: Diciamo che ci siamo trovati a metà strada con l’etichetta discografica. Loro sarebbero voluti uscire solo con singoli, per poi produrre l’album. Noi invece se non abbiamo qualcosa in mano non siamo contenti, non capiamo. Il risultato è stato questo EP, composto da una prima parte che stiamo promuovendo, e la seconda che uscirà a breve. Si è rivelato poi in realtà un buon modo per lanciare questo progetto e le canzoni che lo compongono. Raccontano il nostro percorso nel tentativo di orientarci in un mondo sempre più precario. Anche i vecchi sistemi di pensiero hanno mostrato delle lacune, per cui c’è bisogno di percorrere un nuovo sentiero. Il nostro è un tentativo di tracciare delle nuove vie per questo percorso, e il modo migliore di rappresentare un viaggio pensiamo possa essere questa narrazione “a puntate”. 
  • HRB: I Punkreas hanno sempre rappresentato l’anti sistema. Il punk storicamente e naturalmente è sempre stato voce dell’anti sistema. Adesso che coloro che si sono sempre definiti anti sistema sono saliti al Governo, pensate che qualcosa sia cambiato o cambierà? 
  • Noyse: Innanzitutto mi fa sempre ridere sentir parlare la Lega di Salvini di anti sistema visto che dentro al sistema, dentro al Governo, ci sono stati per vent’anni…E mi fa soprattutto strano vedere la gente crederci. 
  • Paletta: E allo stesso momento non riesco a concepire come facciano a definirsi “Governo del cambiamento” quelli del Movimento Cinque Stelle che stanno facendo cadere tutte le belle parole dette prima, diventando parte anche loro del vecchio sistema. 
  • Noyse: …soprattutto governando con un partito che ha spalleggiato Berlusconi per vent’anni. Quindi non lo so se sarà antisistema, è ancora presto per dirlo. Ciò che possiamo dire per ora è che la propaganda becera che sta continuando a fare Salvini liberando gli istinti peggiori che stanno nella pancia del Paese (anche se mi chiedo cosa mangi questo paese per avere nella pancia tanta merda), sta provocando dei grossi danni culturali. Dei danni ancor più gravi rispetto a quelli che possono essere provocati da scelte, ad esempio economiche, sbagliate. Perché ci troveremo a pagare a lungo questi danni. E la gravità è che il M5S gli lascia fare tutto questo.
  • HRB: Sono trent’anni di Punkreas, ma anche dieci di HRB. Questo luogo è nato come casa per coloro che avevano un animo, un attitude, più rock ’n’ roll, più punk. Questo dieci anni fa. Oggi, nel 2018, cosa vuol dire essere punk?
  • Noyse : ci tengo molto a rispondere a questa domanda. Essere punk oggi, come attitude, è ancora più importante rispetto a prima. I giovani d’oggi avrebbero molti più motivi per cui incazzarsi rispetto alla nostra generazione. Vivono in una situazione peggiore e gli è stata tolta la cosa più importante, la speranza! Quindi i ragazzi dovrebbero prendere quel cazzo di microfono, gridarci dentro e tirare calci in culo (metaforicamente) alla generazione precedente. Invece non capiamo perché non facciano nulla e si fermino a parlare di dolori adolescenziali.
  • HRB: È la prima volta per voi all’Home Rock Bar. Quali sono le vostre sensazioni? 
  • Paletta: Si, siamo venuti al Festival ma mai al Bar. È molto figo, a me sono tornati in mente i primi locali che frequentavamo e in cui suonavamo. Si vede e si sente che è un posto che ha vissuto e ospitato musica. Si respira rock ’n’ roll e devo dire che un “palchetto” così caldo ci mancava da tempo. Il concetto che una persona possa andare in un locale e ascoltarsi buona musica dal vivo è sempre qualcosa di positivo e che sta mancando negli ultimi anni in Italia. Quindi viva la musica dal vivo…con le chitarre distorte!

Giacomo Russello