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Woodstock 1969-2019

By |2019-02-07T11:52:57+00:00febbraio 7, 2019|curiosità, news|

1969. Siamo nel pieno dello scontro tra le maxi potenze di Stati Uniti e URSS. Le elezioni americane portano alla Casa Bianca Richard Nixon che, a pochi mesi dall’inizio del suo mandato presidenziale, con lo sbarco sulla luna dà dimostrazione in diretta mondiale della superiorità degli americani sui russi. 

È un anno di grandi tensioni e profonde trasformazioni. Si conclude un decennio che ha visto nascere il fenomeno Beat, il movimento Hippie, le marce contro la guerra in Vietnam, le battaglie per i diritti dei neri e degli omosessuali. Sono gli anni dell’erba e dell’LSD, segnati dall’urgenza di sovvertire l’ordine prestabilito delle cose e cambiare il mondo,  scanditi dalla ricerca di nuove forme di aggregazione sociale, e da un dirompente desiderio collettivo di trovare nuovi metodi di espressione artistica. Un’intera generazione è coinvolta in quella che è probabilmente la rivoluzione sociale più importante del Novecento.

Mentre in Italia viene proclamata vincitrice del festival di Sanremo Zingara di Bobby Solo e Iva Zanicchi, negli Stati Uniti risuona per le strade la musica di Bob Dylan, dei Rolling Stones, di Jimi Hendrix, Jenis Joplin, degli Who e dei Creedance Clearwater Revival.

Nelle vie di Londra invece, più precisamente ad Abbey Road, i Beatles scattano la foto che farà da copertina al loro ultimo Lp registrato in studio e che proprio da quella strada – a cui è ispirata gran parte del vinile – prenderà il nome. Parti di quel 33 giri vengono invece  incise in altri due studi di Londra, tra cui gli Olympic Studios. Caso vuole che proprio in quegli studi, nello stesso 1969, nascano Led Zeppelin I e Led Zeppelin II, gli album di esordio del gruppo di Robert Plant. Così, mentre i Beatles escono di scena, entrano i Led Zeppelin… staffetta niente male.

È in questo panorama storico e musicale che quattro giovani, Michael Lang, John P. Roberts, Joel Rosenman e Artie Kornfeld danno vita a quello che nell’immaginario collettivo mondiale è ancora oggi considerato il più grande festival di tutti i tempi. Un evento memorabile che riconduce all’improvvisata Freedom di Richie Havens, alla rivisitazione in chiave rock dell’inno americano di Jimi Hendrix, passando per Janis Joplin, Crosby Still, Nash & Young, per i Jefferson Airplane, Santana, Joe Cocker e molti altri. Siamo a Bethel, 80km circa da New York; cinquecentomila ragazze e ragazzi si riuniscono in nome della pace, della musica e della libertà. Saranno spettatori-protagonisti di quel fenomeno universalmente conosciuto con il nome di Woodstock.

Giacomo Russello